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MIO AMATO FRANK

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Mio amato Frank, non è facile, ma anche questa volta ci siamo riusciti, tra una vita e l’altra, abbiamo rubato del tempo al tutto. Colmare la distanze tra noi è diventato il problema meno difficile da risolvere rispetto alle regole che scandiscono questi strani giorni, fatti di regole e capricciosi come gli adolescenti in preda agli ormoni.  Se penso a come ti ho incontrato… la possibilità di capitare in quel posto erano praticamente nulle, ma evidentemente il Caso ha deciso che quel giorno ci saremmo dovuti incontrare, scegliendo te in quella moltitudine.  Ricordo con precisione che lo stupore di quando il mio sguardo si è posato su di te e di come gli stessi occhi rivolti al cielo chiedessero se quello fosse uno scherzo. Nessuno dei presenti ha intuito cosa stesse accadendo fu tra di noi, probabilmente nemmeno noi. Il lavoro è sempre una buon diversivo dove nascondere le cose e i sentimenti. Abbiamo lasciato che accadesse. Siamo passato, presente e futuro in un solo ist...

LA PRECISONE DEL CASO

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Amo la precisione del Caso.  Astuto, machiavellico, quanto dettagliato nei suoi piani. Sa stupirti, se sai ascoltarlo. Suggerisce riflessioni e analisi su ciò che è stato, ciò che sarà, ciò che poteva essere. Prendete una giornata come oggi, un banalissimo martedì ottobre, qualche quotidiana urgenza sul lavoro e un appuntamento in centro.  Succede che mentre fai sue passi per raggiungere la macchina, ti fermi a un bar per comprare le cicche e mentre ci sei ti spari un secondo caffè. Capita, che ti metti a cazzeggiare con FB e ti appaiono “i ricordi”, scrolli e ti rendi conto che lo stesso giorno di quattro anni fa eri nello stesso posto. Che strano, che caso. La singolare coincidenza frizza il tempo.  E uno di quei momenti in cui il Caso ti chiedere di tirare le somme e ti metti pensare a ciò che è cambiato, cosa  sia rimasto e a chi sei diventato. Ottobre è sempre ottobre e come quattro anni fa il tempo è gradevole, ma non lo è più l’aria che si respira tra le vie d...

LUSSO 2020: MY NEW ECONOMY

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Lusso 2020: stare con le persone che ami. Stare vicini, spesso non troppo, ma con la grande volontà di incontrarsi. Dove incontrasi, mai come oggi ha voluto dire “venirsi incontro”. Incontro nelle paure, nelle esigenze, nelle imprese, nella vita, nella volontà. Lusso 2020: stare con la propria famiglia, quella d’origine e quella che con cui ci siamo scelti prendendo spesso pacchetti onerosi, ma senza i quali saremmo persone più vuote. Lusso 2020: vedere poche persone, quelle che di solito giustificano il fatto che tu sia sempre in giro perché ti amano a prescindere. Incontrasi a metà, sulla strada del ritorno che poi magari un’andata... Fondamentale guardarsi negli occhi, con il telefono in borsa, fossero anche solo 10 minuti, fosse anche solo un “pensiero”. Lusso 2020: avere persone che mi considerano a loro volta un Lusso. Che non importa quanto ci si vede, perché mi fanno viaggiare nel loro cuore. E non esiste distanza che tenga. Lusso 2020: il tempo, che rimane sempre poco, ma che ...

L'IMPORTANZA DEL NUMERO 15

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     "La matematica non sarà mai il mio mestiere" canta Venditti e io non potrei essere più d'accordo, eppure credo nella ricorrenza dei numeri nella mia vita. Hanno tutti un loro significato, il loro posto preciso, il loro tempo. Alcuni sono di passaggio, altri indelebili sulla mia pelle, raccontano chi sono stata, chi sono e chi sarò.  La peculiarità è che sono numeri dispari, numeri scaramantici, spesso multipli di tre o rappresentano la completezza. Sono lì testimoni della mia esistenza. Fino a questa notte non avevo fatto caso che tra questi c'è anche il 15 . QUINDICI : una collana di libri che mi ricordano l'infanzia, la maglia di un giocatore di basket, la data di nascita di persone speciali, o' guaglione nella Smorfia, il Diavolo degli arcani maggiori, il numero della contromarca di un guardaroba, il giorno di quando ho firmato per cambiare vita. 15 dicembre 2019: oggi rimarrai negli annal i. Una data che basta leggerla e contarla per ca...

AMO LE DONNE, QUELLE COME TE.

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Piove e senza nemmeno chiedere fai scivolare la tua mano nella mia. Iniziamo a camminare strette sotto le gocce bizzose di  aprile. Quanta intimità in un gesto così semplice, eppure nasce spontaneo come la Veronica a primavera. Le tue lunghe dita si intrecciano alle mie, siamo una cosa sola. Tu e io, noi. Sento gli sguardi curiosi della gente infilarsi nella nostra intimità. Se solo sapessero, se solo avessero la capacità di guardare oltre e vedere quello vedo io, quello sento, quello per cui temo per te. Sei speciale e ancora non sai quanto. Era una calda giornata di fine estate quando sei arrivata, prepotente come una tazza di caffè fumante la mattina presto, dopo una serata di bagordi. Ricordo che ho pensato: "Signore, quanta bellezza". Hai salutato con quel delizioso "azzento" romagnolo che sfugge alle tue labbra carnose e gli occhi profondi che ridono alla vita. Ho dovuto parlare di nuovo con Dio e complimentarmi con Lui, perchè il giorno in cui sei nata e...

POSSIAMO RICOMINCIARE

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Ti sento sento nell’aria, ti sento im-ponente sulla mia pelle, energica e maliziosa. Ti porto dentro, ma ogni volta che torni sembra la prima volta. Ti accompagnano i ricordi delle stagioni passate, dei primi baci e di quelli che non puoi scordare. Hanno memoria di te gli inizi,

SONO MALATA. SONO FELICE!

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La felicità è la sindrome migliore da cui possa essere affetta. . È faticosa la felicità. Implica avere le spalle larghe, avere un sorriso sincero anche quando non sembra esserci un motivo concreto. Essere felici è un lavoro, quasi una missione.  Chi decide di essere una persona felice, accetta di farsi carico dei problemi degli altri e far finta che non esistano i propri. Le persone felici spesso sono affaticate, perchè a forza di essere il supporto per gli altri non hanno il diritto di essere giù, tanto nessuno gli chiederà “Tutto bene? Come Stai?”. Le persone felici si danno fastidio da sole quando si sentono tristi, ma pensano che sia la giusta