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AMO LE DONNE, QUELLE COME TE.

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Piove e senza nemmeno chiedere fai scivolare la tua mano nella mia. Iniziamo a camminare strette sotto le gocce bizzose di aprile. Quanta intimità in un gesto così semplice, eppure nasce spontaneo come la Veronica a primavera. Le tue lunghe dita si intrecciano alle mie, siamo una cosa sola. Tu e io, noi.
Sento gli sguardi curiosi della gente infilarsi nella nostra intimità. Se solo sapessero, se solo avessero la capacità di guardare oltre e vedere quello vedo io, quello sento, quello per cui temo per te. Sei speciale e ancora non sai quanto.

Era una calda giornata di fine estate quando sei arrivata, prepotente come una tazza di caffè fumante la mattina presto, dopo una serata di bagordi. Ricordo che ho pensato: "Signore, quanta bellezza".
Hai salutato con quel delizioso "azzento" romagnolo che sfugge alle tue labbra carnose e gli occhi profondi che ridono alla vita. Ho dovuto parlare di nuovo con Dio e complimentarmi con Lui, perchè il giorno in cui sei nata era di bu…

POSSIAMO RICOMINCIARE

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Ti sento sento nell’aria, ti sento im-ponente sulla mia pelle, energica e maliziosa. Ti porto dentro, ma ogni volta che torni sembra la prima volta. Ti accompagnano i ricordi delle stagioni passate, dei primi baci e di quelli che non puoi scordare. Hanno memoria di te gli inizi,

SONO MALATA. SONO FELICE!

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La felicità è la sindrome migliore da cui possa essere affetta. . È faticosa la felicità. Implica avere le spalle larghe, avere un sorriso sincero anche quando non sembra esserci un motivo concreto. Essere felici è un lavoro, quasi una missione.  Chi decide di essere una persona felice, accetta di farsi carico dei problemi degli altri e far finta che non esistano i propri. Le persone felici spesso sono affaticate, perchè a forza di essere il supporto per gli altri non hanno il diritto di essere giù, tanto nessuno gli chiederà “Tutto bene? Come Stai?”. Le persone felici si danno fastidio da sole quando si sentono tristi, ma pensano che sia la giusta

PIÙ LUBRIFICANTI PER TUTTE

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Mi sono alzata è un'altra volta ho avuto la conferma che sono una "donna strana".
Vedo sulla bacheca di un amico che il cartellone pubblicitario che avevo fotografato giusto due sere prima nella nebbia della periferia milanese è stata rimossa perchè ritenuta offensiva. 
Ho riso, per la seconda volta davanti a quell'immagine. La volevo postare scrivendo: "Se iniziano a girare le giacche con le spalline imbottite, allora vuol dire che siamo tornati negli anni '80". Se prima era un dubbio, ora ne ho la certezza. La censura e il perbenismo è lo stesso, con l'aggravante che un pò di acqua sotto i ponti ne è passata. 
Mi stupisco e mi innervosisco. Evidentemente, nonostante la parità, pare che le donne ancora non capiscano nulla di motori, anche perchè se fosse così avrebbero sostituto l'avvenente signorina con un bel manzo. Mi innervosisco perchè, nonostante la parità, ci sono ancora donne che si incarogniscono davanti a una BELLA donna che in maniera d…

Voglio credere. Punto esclamativo.

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Immagino che tanti ci vedano una scritta che sporca la strada, uno scarabocchio, un simbolo di mancata civiltà. Probabilmente è così, oggi, però, io ci vedo altro. Ritrovo l'enfasi dell'innamoramento,

101: NON APRITE QUELLA PORTA

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Circolare come un mantra, spaventoso come la stanza 237, drastico come una scelta, binario come un codice, fisso come un civico, capiente come la cinquecento delle barzellette.

Nella 101 non sai chi entra e nemmeno chi ne esce, sai che qualcuno arriva e qualcuno se ne va. Ha segnato i tempi di una compagnia improbabile sulla carta, affiatata nell'essenza. Forse la magia dell'estate, forse la precisione del caso.
Una vacanza "emotivamente impegnativa" che lascerà il segno. 
Oltre alle conchiglie quest'anno porto via dalle spiagge del nord la tenerezza di Bachi, il sorriso di Cate, la calma di Teresa, la fragilità esplosiva di Sofi, l'amore costruttivo di Rosy e Bruno, la calma turbolenta di Gianmi, la leggerezza di Pasqui, gli sguardi "parlanti"di Filo, la milanesità di Franz, il temperamento di Antonello, la complicità di Leo e Cami e la pace interiore di Ale&Cami.  Nonostante la valigia sia partita carica ho dovuto fare spazio alla sottile ironia …

JE SUIS FRIDA KAHLO, MA NON AMO COME TE

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Cara Frida,
sì, sei andata oltre il mito svestendoti di quell’aura di superiorità per diventare umana. Fai meno paura, sei arrivabile, comprensibile, tangibile, fragile. Eri mito, ora (per me) sei donna. Come me. Credo saremmo diventate amiche, sai?. Forse esagero. Non credo, no. Assomigli molto alle mie amiche e donne che stimo,  quelle che vengono definite “donne con le palle”. Sono donne energiche, spavalde, forti. Hai presente quelle che ci sono sempre, che risolvo problemi e che sembra possano portare sulle loro spalle tutto il  peso del mondo senza aver bisogno di un sostegno. Ne hanno invece , per sopportare  quelli altrui e anche, dopo, i loro. Sono quelle donne che inseguono i loro sogni, i loro ideali con la grinta degli adolescenti, che si scaldano per un torto e che non si pentono mai di quello che hanno fatto, perchè, le ha portate a essere quello che sono.  Lamentano, in silenzio, di non poter mai essere “deboli”, perchè gli altri pensano “tanto lei ce la fa da sola”. Lo confess…