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JE SUIS FRIDA KAHLO, MA NON AMO COME TE

Cara Frida,
sì, sei andata oltre il mito svestendoti di quell’aura di superiorità per diventare umana. Fai meno paura, sei arrivabile, comprensibile, tangibile, fragile. Eri mito, ora (per me) sei donna. Come me. Credo saremmo diventate amiche, sai?. Forse esagero. Non credo, no. Assomigli molto alle mie amiche e donne che stimo,  quelle che vengono definite “donne con le palle”. Sono donne energiche, spavalde, forti. Hai presente quelle che ci sono sempre, che risolvo problemi e che sembra possano portare sulle loro spalle tutto il  peso del mondo senza aver bisogno di un sostegno. Ne hanno invece , per sopportare  quelli altrui e anche, dopo, i loro. Sono quelle donne che inseguono i loro sogni, i loro ideali con la grinta degli adolescenti, che si scaldano per un torto e che non si pentono mai di quello che hanno fatto, perchè, le ha portate a essere quello che sono.  Lamentano, in silenzio, di non poter mai essere “deboli”, perchè gli altri pensano “tanto lei ce la fa da sola”. Lo confess…
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W le DONNE, NON TUTTE PERÒ

Auguri, ma NON a tutte le donne
Il mio augurio è per quelle Donne che amano le donne, per davvero. Per tutte quelle che non fanno dietrologie, che si aiutano e fanno squadra, perché diciamolo, possiamo essere le peggiori nemiche di noi stesse e del nostro genere. Combattiamo le donne che si fanno promotrici dell’orgoglio femminile e poi sono le prime a fomentare i luoghi comuni.
Alle Donne non devi dire “NON ESSERE INVIDIOSA”, ne conoscono il significato e lo aberrano.
Donna AMA la Donna nella sua Bellezza, nella sua diversità. LOTTA contro chi vuole mortificare la tua femminilità: il nostro corpo non è un peccato mortale, lo è pensare che per essere al pari di un uomo si debba assomigliargli nei modi e nell’aspetto. Io dico: “No, grazie”. 
Rivendico la mia diversità e quella di amare la loro.  Rivendico il diritto di essere fragile, di piangere davanti a un film romantico, di non temere la cavalleria e non aver paura che qualcuno la usi.  Rivendico

DI ONDE, ZENZERO E PISTACCHIO

Si erano conosciuti a causa delle onde. Quelle di lui arrivavano pungenti dai venti del Nord, quelle di lei da quelli caldi e insidiosi del Sud. Entrambi avevano dovuto trattenere il fiato e trovare la forza per non rimanere sul fondo e tirare fuori la testa per respirare ancora.  Nonostante le onde avessero lasciato lividi profondi e ancora dolorosi, nulla impedì a entrambi di continuare ad amarle. Quello fu lo spunto della loro prima conversazione, che però risultò scarna di parole nonostante l’incontro fosse stato organizzato da mercanti di sogni per parlare di commercio, di seta e di conquiste.  Era estate, e si sa, di onde sarebbe stato meglio parlarne con l’arrivo della stagione fredda. Si salutarono con la promessa di vedersi al ritorno dei loro viaggi. 
Un giorno qualsiasi, ad un’ora qualsiasi di un pomeriggio di caldo arrivò un messaggio che parlava di punk. Asia, il cui nome era stato scelto da una madre che aveva sognato di perdersi tra le spezie e la meditazione, rimase sorpre…

PURA VIDA

Torno sapendo che torno. Prima di tornare però sono partita. Avevo paura che si ripresentasse l’estate con i suoi ricordi e le sue aspettative. L’estate non perdona e non ti prepara mai all’inverno. Eppure sono salita su quell’aereo. Il bagaglio come al solito ingombrante: due valigie, uno zaino, due barra tre cambi al giorno, almeno otto paia di scarpe tra cui delle Flip flop con il faccione asmatico di Dart Fener. Non ho scordato le protezioni, nove costumi e due paia di occhiali da sole. Praticamente il minimo indispensabile. E già avevo tolto qualcosa per dare spazio alla muta.  Obiettivo della vacanza era sfatare il mito che i non riuscissi ad alzarmi sulla tavola da surf. Oltre alla divisa da Donna Invisibile, ho lasciato dello spazio disordinato per portare con me la stanchezza, le speranze, i dubbi, le incertezze, le paure, le domande e le partite a scacchi. Di solito queste cose trovano il loro giusto posto e peso di fronte al mare, lontano dalla gente. Tra i buoni propositi quel…

LA FIABA DI SAN LORENZO

C’erano una volta il Regno dell’Est e quello dell’Ovest.  Entrambi baciati dal sole, volgevano i loro sguardo al mare ed erano uniti in un abbraccio fatto di boschi e sentieri. Quelli che per secoli erano stati regni amici e alleati nella ricerca della pace e dell’armonia si erano divisi per uni stupido screzio tra i due Re che li governavano. Si racconta che un giorno alla presenza della Regina del Sud e del suo fascino i due litigarono perché entrambi volevano possedere il mare più blu del mondo, in cui la bella regnante avrebbe potuto trascorrere ore felici. L’arroganza del Re dell’Est e l’orgoglio del Re dell’Ovest segnarono la fine della pace tra i due regni. Importante per la narrazione è dire che dopo questa rottura i Re fecero educare i loro primogeniti all’arte della guerra con l’unico obiettivo di conquistare l’uno il regno dell’altro ed essere così il sovrano di tutto il mare conosciuto.  I due giovani erano stati cresciuti come fratelli. Sin da quando erano nati avevano passato …

SARÒ MAMMA!

Sarò mamma o forse no. Ultimamente me lo chiedo spesso, ma non perché sia scattato l'orologio biologico o sia successo qualcosa che non mi aspettavo.  Appassionata di sociologia mi guardo intorno e vedo una spaccatura delle trentenni di mezzo corso. Abbiamo le single dopo decenni, le neo separate, le fidanzate da una vita e le spose perfette. Tra queste dobbiamo ancora dividere tra chi ha o non ha prole. Premetto che non vuole essere una critica, né tanto meno una presa di posizione, solo il punto di vista di chi, come me non ha ancora procreato a questa età.
Quando hai trentasei anni e non hai figli ti trovi a essere la rappresentante di una categoria ben precisa: futura puerpera attempata (dando per scontato che prima o poi ti farai fecondare). Errato. Alle volte non filiare è una scelta, libera. Capita, lo dico per esperienza, di trovarti al supermercato e di essere l'involontaria protagonista delle critiche della signora dei salumi: "Mio figlio ha quasi 18 anni e io sono an…

DA INSTAGRAM ALL’ANIMA, LA LINEA PERFETTA.

“Ci si può infatuare di un profilo Instagram?” si era chiesta quando si accorse che ogni giorno aspettava ansiosa un post, di quel profilo che fino a poco tempo prima le era sconosciuto, uno tra i tanti. Non aveva un’orario, arrivava, punto. Lei controllava, aprendo e chiudendo la App, quasi a intervalli regolari, per paura di perdere quel modo di guardare il mondo. Era un mondo fatto di curve dritte e linee perfette. Uno sguardo acuto, curioso, attento al dettaglio, a ciò a cui le persone non fanno caso. Ad ogni post un commento, una citazione in cui trovare un messaggio sottile, velato ma altrettanto diretto. In particolare la colpì un’immagine. Sembrava una chiave di violino, forse una mensola di design o la decorazione di un portone, ma Rachele aveva deciso che si trattasse di un’onda, lei ci vedeva un’onda. Andò a leggere curiosa il testo come se già ne conoscesse le parole: 
“Aveva sempre avuto un senso dell’assurdo ben sviluppato - addirittura, direi, una filosofia che ruotava into…