L'IMPORTANZA DEL NUMERO 15

    
"La matematica non sarà mai il mio mestiere" canta Venditti e io non potrei essere più d'accordo, eppure credo nella ricorrenza dei numeri nella mia vita. Hanno tutti un loro significato, il loro posto preciso, il loro tempo. Alcuni sono di passaggio, altri indelebili sulla mia pelle, raccontano chi sono stata, chi sono e chi sarò.  La peculiarità è che sono numeri dispari, numeri scaramantici, spesso multipli di tre o rappresentano la completezza. Sono lì testimoni della mia esistenza.

Fino a questa notte non avevo fatto caso che tra questi c'è anche il 15.

QUINDICI: una collana di libri che mi ricordano l'infanzia, la maglia di un giocatore di basket, la data di nascita di persone speciali, o' guaglione nella Smorfia, il Diavolo degli arcani maggiori, il numero della contromarca di un guardaroba, il giorno di quando ho firmato per cambiare vita.

15 dicembre 2019: oggi rimarrai negli annali. Una data che basta leggerla e contarla per capire quando sia speciale, magica...

15 dicembre 2019: la zia (la mia unica zia), la sorella della mamma, Lulù, LORETTTA (come diceva la nonna) compie 60 anni. Un traguardo veramente importante e il suo perchè sta in una risata, nella voglia di festeggiare, nella luce di quegli occhi occhi verdi come il mare di Sardegna, profondi come la fossa delle Marianne. Lo so che sembrano banalità, ma non lo sono quando il sorriso, la leggerezza e l'allegria sono il regalo più faticoso da ricevere, perchè non c'è nessun negozio dove si possano comprare, nessun contrabbandiere al quale rivolgersi, nessun ladro che possa procurarle. E oggi ridiamo, gioiamo di gusto. Ora e subito. Un regalo per tutti.

15 dicembre 2019: è già passato un lustro, che poi come aggettivo è la parola giusta per descrivere questi primi cinque anni della mia nuova vita "che rivela un evidente stato di benessere fisico; florido, colorito".

Lunedì mattina di 5 anni fa composi il numero di Madda (il capo) che alle 9.30 sarebbe entrata in una riunione lunghissima, ma dovevo parlarle assolutamente prima di quell'ora. Dovevo fare cose, incontrare persone.
"Ale possiamo parlare dopo?!"
"No, Madda, devo farlo ora" dissi con tutto il coraggio che avevo in corpo.
"Te ne vai vero?"
"Sì" mormorai, quasi per non farmi sentire.
"Buona fortuna" rispose lei. 
Ricordo quell'istante e le sue parole il primo giorno d'ufficio "Prima o poi andrai via per lavorare da sola". Profetiche. 
Era proprio così, avevo scelto, lasciavo un lavoro sicuro per l'incertezza. Nessuna garanzia di riuscita, molte paure, un sacco di sogni.
Di quel 15 dicembre ricordo netta la sensazione "montagne russe": il cuore che batte mentre salgono verso il loro punto più alto, il respiro che si ferma prima della folle discesa verso il giro della morte. 
Dopo cinque anni ripagherei il prezzo del biglietto.

15 dicembre 2020 ti aspetto.








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