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DIARIO DI UN CUORE/1 - Lo Sconosciuto


É più facile stabilire se ci sia vita su Marte che conoscere il segreto per capire una donna.
La amo. La amo da ancor prima che si rendesse conto che io fossi con lei. Conosco tutti i suoi segreti, solo a me non può nasconderli, solo io posso custodirli.
Si ostina a dare spazio alla sue amiche Testa e Razionalità. Pensa, birbante che non è altro,  che farsi guardare le spalle da quelle lì circoscriva le fitte provocate dal dolore, dalle delusioni e dai sentimenti in generale.

Ultimamente abbiamo un rapporto conflittuale.            Io insisto perché mi ascolti, lei a dire che sono matto, irresponsabile e impulsivo. In una parola: impegnativo. Da che pulpito… Ma cosa può pretendere dal suo Cuore? 
Se la prende con me e poi, d’improvviso, arriva lui. Io lo definirei “un colpo di testa” della mia stimata collega lassù. Per fortuna che “lei pensa” e quello irrazionale sono io!
Sono attonito e preoccupato. Non l’ho scelto io, ha fatto tutto da sola e diciamocela tutta, non mi piace. Da quando in qua è la testa che sceglie? Da quando si cancellano gli appuntamenti  per andare a zonzo?. Sono arrivati gli alieni e nessuno mi ha avvisato. Ecco mi viene la tachicardia. Troppa. Ansia. Chi è, ma sopratutto cosa vuole?
Hanno scelto la spiaggia per conoscersi, le onde per prendere confidenza, il vento per stringersi in un abbraccio. Rimango in silenzio, cerco di ascoltare i suoi pensieri. Testa mi blocca. Dice che non sono affari miei, che faccio solo danni. Eppure non credo o per lo meno non è mai stata mia intenzione. 
Il profumo del mare arriva prepotente ad accarezzarci con la schiuma delle onde che si infrangono sul viso
. Non posso sentire , ma posso ricordare. Cerco di farlo con lei, ma Razionalità mi blocca. Esiste il presente, ci sarà un futuro, ma il passato oggi non conta. Assaporare il momento, respirare a pieni polmoni l’aria che inizia a sapere di primavera, questo è dato ricordarlo. Ma nulla più, non sarebbe saggio. 
Amo quando sorride, anche se non è merito mio. Lui sta lì, paziente, silenzioso a guardarla, ad ascoltarla. Sembra quasi la sorvegli per evitare che si faccia male. 
Non vogliono dirmi chi sia. Ho paura che resti, lo percepisco come un intruso. Questione pelle. Il ritmo aumenta, è il caso che mi calmi. Non essere geloso, mi dico.
Lo ripeto e confido che sia il capriccio di un giorno di fine inverno. Sono sicuro che domani ci sveglieremo soli. Sono sicuro che non possa fare a meno di me. É solo la follia di un giorno…


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