101: NON APRITE QUELLA PORTA




Circolare come un mantra, spaventoso come la stanza 237, drastico come una scelta, binario come un codice, fisso come un civico, capiente come la cinquecento delle barzellette.

Nella 101 non sai chi entra e nemmeno chi ne esce, sai che qualcuno arriva e qualcuno se ne va. Ha segnato i tempi di una compagnia improbabile sulla carta, affiatata nell'essenza. Forse la magia dell'estate, forse la precisione del caso.
Una vacanza "emotivamente impegnativa" che lascerà il segno. 
Oltre alle conchiglie quest'anno porto via dalle spiagge del nord la tenerezza di Bachi, il sorriso di Cate, la calma di Teresa, la fragilità esplosiva di Sofi, l'amore costruttivo di Rosy e Bruno, la calma turbolenta di Gianmi, la leggerezza di Pasqui, gli sguardi "parlanti"di Filo, la milanesità di Franz, il temperamento di Antonello, la complicità di Leo e Cami e la pace interiore di Ale&Cami.  Nonostante la valigia sia partita carica ho dovuto fare spazio alla sottile ironia di Dodi, all'ansia positiva di Gloria, al sorriso di Luisa e le corde vocali di Simone, i sogni di Alessio.

Sì lo so, sembra la solita lista smielata di fine stagione in cui ci sia ama tutti e ci si promette di non dimenticarsi dopo due settimane. Tutto può essere, ma preferisco pensare il contrario, come al solito.

Metto nello zaino i pensieri fatti sulla tavola all'alba, gli schiaffi delle onde e quelli morali di parole sussurrate, piego lunghe riflessioni che ho deciso di stendere come lenzuoli bianchi al sole appena tornata a casa per controllare che non ci siano macchie. Ho ascoltato più che parlato per la necessità di diventare adulta, ma anche di tornare bambina. 

Torno sui miei passi percorrendoli uno a uno, paziente come quando attendi un'onda. 
Torno con una canzone scritta sul quaderno dei sogni. Forse non è finita perchè è un inizio, di cosa bene non so, ma è ormai è come un contratto che abbiamo sottoscritto, tutti.

Ricordatevi: citofonare 101, sicuramente sarà una sorpresa.

Commenti

Post popolari in questo blog

W le DONNE, NON TUTTE PERÒ