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GUZZI LE MANS: VOGLIE DI UNA MAMMA MOTOCICLISTA


Dimmi con chi va e ti dirò chi sei... In ogni detto popolare c'è un fondo di verità.
  
Gli anni migliori della mia vita sono trascorsi a Caramagna Piemonte tra amici veri, goliardici e sopratutto amanti dei motori. Tanto amanti dei motori che si contano più auto e moto che abitanti.
C'è il preparatore, il collezionista di auto d'epoca, gli amici che hanno fatto il  giro del Sud America in moto e le amiche incinte con le voglie motociclistiche.
 
Ogni anno, o quasi, ci ritroviamo al paesello per quella che chiamiamo la "Leva" ossia la cena dei coscritti. La nostra in specifico è denominata "1981 una leva che barcolla ma non molla", con tanto di grupo FB. La nostra storia comincia alle elementari e prosegue tutt'ora.

In occasione della Leva 2015 vado a dormire dai miei amici di sempre Davide e Serena. Davide che mi conosce come le sue tasche e sa dove toccarmi sul vivo mi dice: "Vuoi vedere la moto di mia moglie?". Mi stupisco, questo passaggio me l'ero perso. Andiamo in garage e da sotto un telo appare lei, la scritta Guzzi Le Mans del '76. E' bella da togliere il fiato. Pefetta nelle forme e nella sinuosità. Non propriamente una moto da donna, ma sicuramente una moto che rappresenta la sua proprietaria: grinta allo stato brado. Maschile dolcezza di Atena. L'accarezzo delicata per paura di graffiarla, vedo il conta chilometri. Una Vergine tra le mie mani. 


Riesco solo a sillabare lenta:"E questa è di Sere?", domando assai stupita viste le dimensioni e considerata la perfetta silouette della mia amica.
 Alle mie spalle la mia coscritta annuisce e mi domanda: "Ma la storia di quella moto te l'ha raccontata?". 
Ahimè no, quindi rimango lì in estasi ad ascoltare.


Facciamo un salto indietro di 7 anni. Serena è incinta, in stato piuttosto avanzato di Pietro, un bel giorno mentre accompagna il marito dal meccanico per ritirare una Guzzi nota che abbandonata in un angolo c'è la Le Mans. L'intesa con Davide è istantanea: Devono averla, dopotutto è la voglia di una donna incinta. Ve la immaginate una voglia a forma di Circuit de la Sarthe? Io no, e immagino nemmeno loro.
Dopo poche consultazioni sono pronti a contrattare. Il meccanico non vuole mollare la presa, meglio in cantina che a un estraneo. La coppia però non demorde e riesce a portare a strappare un "Sì" finale al meccanico.

Gli ormoni di una donna incinta però giocano brutti scherzi, così a Serena viene in mente di telefonare al meccanico chiedendogli di far finta di averci ripensato per poter fare una sorpresa alla sua dolce metà. Immaginate di ricevere una moto impacchettata sotto casa dalla vostra fidanzata, moglie o amante. Non sareste felici? Io a bestia, ma credo che solo mia madre potrebbe pensare a una cosa del genere.

Il giorno prestabilito si presentano dal meccanico che ligio al dovere inscena  il ripensamento dell'ultimo minuto.
Lo scherzo volge alla tragedia. Davide, il gigante, durante tutto il tragitto inveisce contro il povero meccanico, irritato come un bambino a cui hanno promesso un gioco che alla fine gli è stato negato. Diventa talmente ingestibile che la povera Serena gli urla: "Sta Brau! La moto è tua, ma non posso nemmeno farti una sorpresa!".

Conclusione: gli
ormorni di una donna incinta, sono nulla a confronto di quelli di un "bambinone".
E le voglie della mia amica? Esaudite. La moto è intestata a lei!

Domanda: quando diventero una puerpera, ormai attempata direbbero le ostetriche, oltre al corredino del baby biker, dovrò pensare ad un parco moto?


Blondie




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